CARTELLONE SOSPESO: COSì IL BAZZINI VUOLE RIPARTIRE

L’idea del “Cartellone Sospeso” si ispira alla tradizione napoletana del 'caffè sospeso', usanza virtuosa di lasciare una tazzina di caffè già pagata al bar a chi non può permettersela. In questo caso è applicata a un ambito inusuale, la musica classica, e precisamente a un 'cartellone' musicale, con i nomi degli interpreti, dei solisti, dei direttori d’orchestra, i programmi dei concerti, ma non le date. Sappiamo tutti quanto quest’anno ci siano mancate tante belle cose, come anche la cultura, il teatro, la musica. Suonare però per qualcuno è vita, è passione, ma è soprattutto lavoro. E se i musicisti hanno potuto continuare a coltivare musica dentro casa, quel che invece non hanno potuto fare quest’anno è stato lavorare. Certo, le condizioni sanitarie lo hanno imposto e lo impongono tuttora, ed è giusto che sia così. Ma le conseguenze per il mercato del lavoro culturale sono pesantissime in un panorama che, in particolar modo per la musica classica, presentava gravi difficoltà già prima della pandemia. «A fronte dei molti musicisti affermati che possono contare su entrate certe perché parte delle sempre meno orchestre stabili - ha sottolineato Laura Bergami, presidente del Bazzini Consort -, sono infatti tanti di più quelli che lavorano come freelance. Fra loro moltissimi giovani di talento che, dopo anni di studio, si stanno affacciando al mondo del lavoro e che si sono ritrovati senza fonti di guadagno. Per questa categoria i sussidi previsti sono pochissimi (quando non del tutto inesistenti) e questi artisti si trovano oggi davanti alla scelta, costretta dalla necessità di far fronte alle spese del vivere quotidiano, di abbandonare, probabilmente per sempre, una carriera appena agli esordi». Da qui nasce il progetto del “Cartellone Sospeso”, che consenta di progettare una ripartenza, anche se in un tempo che non può ancora essere stabilito con certezza. Un'idea che prevede un’importante manovra d’emergenza: anticipare ora a chi ne ha più bisogno il pagamento di prestazioni professionali che verranno realizzate poi appena possibile. Così facendo vorremmo non solo garantire un minimo di sollievo a molti musicisti, in un momento in cui i loro introiti sono pari a zero, incentivandoli a tenere duro e resistere fino alla fine di questa pandemia, ma anche invertire la prassi troppo spesso in uso, per cui i musicisti frequentemente si trovano a svolgere una prestazione e dover aspettare il pagamento mesi e talvolta anche anni. Ovviamente anche tutti gli altri musicisti, tranne i solisti che hanno offerto la propria partecipazione gratuitamente, saranno pagati subito dopo l'esecuzione di ogni concerto, come consuetudine del «Bazzini Consort». «A questa nostra idea e al relativo cartellone hanno già aderito con entusiasmo numerosi artisti di grande fama - ricorda Aram Khacheh, direttore artistico del Bazzini Consort e del 'Cartellone' - che hanno offerto la propria disponibilità a partecipare ai concerti rinunciando al loro compenso in favore del progetto. Costruendo il cartellone, mi sono reso conto, una volta di più, di come i grandi artisti non possano che essere anche grandi persone. Tutti quelli abbiamo contattato hanno aderito immediatamente con grande spirito di solidarietà». Ad oggi, ma il cartellone è ancora in divenire, sono 23 i solisti che hanno accolto il nostro invito, per un totale di 13 concerti, che corrispondono a 1.000 giornate lavorative. Questo progetto parte da risorse proprie messe a disposizione dal «Bazzini Consort», ma si basa su una campagna di fundraising che ne è parte imprescindibile. Il 'cartellone' sarà in ogni caso programmato, perchè possa, però, essere eseguito nella sua interezza è necessario raccogliere altre risorse economiche, per questo prende il via oggi anche la campagna di fundraising: donazioni piccolissime, piccole o grandi possono essere fatte seguendo le indicazioni sul sito www.cartellonesospeso.com, o scrivendo a: cartellonesospeso@gmail.com o info@bazziniconsort.it, o chiamando il 375.5899446.